Cambiamento resistenza e necessità

Ogni donna che voglia davvero amare e conoscere se stessa deve inoltrarsi con coraggio all’interno della propria ciclicità.

Sempre di più si sente parlare del potere femminile,  perché è sempre più chiaro che esplorare la femminilità significa comprendere e vivere in armonia con noi stesse e chi ci circonda. Ormai sappiamo che quando una donna vive pienamente la sua sacralità, anche le persone che ne entrano in contatto saranno contaminate.
Abbiamo compreso che vivere le diverse fasi della vita significa accoglierle e attraversarle con serenità e consapevolezza così da poterle condividere non solo con le altre donne, ma anche con gli uomini che con grande amore vogliono entrare nel mondo femminile per poter guardare con occhi diversi i cambiamenti fisici ed emotivi che ci caratterizzano.
In ogni donna è custodita una dea con le sue diverse espressioni (volti della dea). Se andiamo a ricercare nei testi osserviamo come questa caratteristica (le stagioni dell’essere donna),  ci accompagna da sempre, assume diverse sfaccettature. Se consideriamo le dee dell’antichità queste sono trine, mentre se consideriamo le fasi della luna allora ogni donna vive quattro momenti (quattro dee).
Sembra una contraddizione, ma è la stessa realtà osservata da una diversa prospettiva. Se guardiamo l’intera vita possiamo osservare le tre grandi stagioni della donna che maturano ed evolvono, mentre se osserviamo la singola ciclicità allora le fasi sono quattro.
Le dee trine sono da sempre venerate. Nel Paleolitico Maat è raffigurata con tre teste. Iside, dea egiziana, possedeva tre volti. Anahita, dea della fertilità persiana, è anche lei trina. Ecate, antichissima divinità indoeuropea, ha tre ‘essenze’, è una e trina. Ognuno di questi volti ha un riflesso manifesto sulle emozioni e sul corpo. Sintomi e segni, non sempre graditi, richiamano l’attenzione sull’essere consapevolmente donna e permettono al corpo e alla mente di evolvere e danzare nella ciclicità.

Ogni donna convive con una triplice dea le diverse stagioni dell’essere donna, i diversi volti della dea: la fanciulla, la madre, la saggia.

Nella prima fase della vita è evidente la dea fanciulla che porta con sé tutto il potere della trasformazione e dell’evoluzione. In questa stadio ogni donna si appresta a vivere la femminilità che sboccia e che sfocerà nella dea madre. La madre è il ciclo più lungo della vita di una donna e corrisponde alla maturità sessuale e alla forza creatrice. Essere madre non significa necessariamente vivere la meraviglia della gravidanza, ma rappresenta il momento dell’equilibrio, della comprensione, dell’accettazione, della cura e della premura nel fare e nell’amare. Quando il potere generatore e propulsivo della madre si esaurisce, la donna che vive la sua sacralità può allora concedersi il diritto di essere saggia. Sarà l’epoca della comprensione, dell’introspezione e del riposo. Questa è la fase che insegna la forza di tutto ciò che è interiore e nascosto, di ciò che è silente.
È questa consapevolezza che riporta la donna alla natura e ai suoi ritmi, allo scorrere del tempo come chiave per abbracciare il vero senso dell’essere donne complete, appagate e accoglienti.
Imparare ad osservare tutto questo, permette di viverlo da dentro, di comprenderlo e di trovare un aiuto per attraversare con serenità ogni momento. La natura ci insegna il senso dei mutamenti e ci fa apprendere il significato della trasformazione. I fiori, ma anche gli alberi, possono essere maestri permettendoci di agire sia sulla sfera emotiva che sul corpo fisico così da trasformare le emozioni più pesanti nelle loro virtù opposte, consentendoci di superare gli intoppi per procedere nel nostro cammino di vita.

Osservando la natura possiamo acquisire la consapevolezza del femminino, apprendendo e indagando le tre grandi stagioni dell’essere donna che maturano, evolvono e imparano a danzare insieme in uno scambio di reciproca e consapevole intimità.

Osservandoci e ascoltandoci possiamo sempre di più comprendere come ogni donna nel suo ciclo mensile vive al pari della luna. Ogni mese trasformazioni interiori (umorali e sensitive) ed esteriori (il corpo, come la luna, cresce e decresce) ci caratterizzano ed ogni fase si sussegue nell’altra senza demarcazioni fisse, ma embricandosi così da scivolare una sull’altra. Luna nuova, luna crescente, luna piena, luna calante si susseguono con le caratteristiche tipiche di Ecate, Artemide, Demetra e Persefone.
Nel ciclo mestruale chiamato da Miranda Gray: il ciclo della luna bianca; il sanguinamento della donna, la fase della strega (Ecate) è in correlazione alla luna nera, quando cioè il satellite è completamente inglobato dal ventre dell’universo in attesa di nascere. Ecco che proprio mentre la luna cresce si scivola nella fase della vergine (Artemide), fino ad arrivare alla luna piena nella fase della madre (Demetra) e tornare a regredire in luna calante nella fase dell’incantatrice o della Crona (Persefone) per poi di nuovo morire sanguinando.
Questo ciclo è indicativo in quanto non tutte ovuliamo in luna piena e sanguiniamo in luna nera. Il suo opposto è il “ciclo della luna rossa”2 che vede la donna sanguinare in luna piena e ovulare in luna nuova. Ovviamente non esiste un ciclo migliore ed uno peggiore, siamo perfette così come siamo, così come non esiste la totale corrispondenza in quanto siamo esseri di natura in costante movimento.
Le quattro fasi si susseguono nello stesso modo in tutte le donne, ma ognuna di noi le vive in modo singolo, soggettivo. Ognuna di noi sperimenta una energia specifica influenzata dal suo corpo, dalla sua psiche, dalle sue esperienze e quindi ognuna di noi vive la propria stagione, il proprio volto magico del femminile, le proprie dee.

Vivendo i diversi volti della dea in ogni mensilità conosceremo le stagioni dell’essere donna, la sequenza delle quattro dee nella nostra vita. Dedicandoci un nostro tempo impareremo ad aver cura di noi stesse e a rispettarci nelle nostre fisiologiche fluttuazioni.

Imparare a essere donna è un lavoro di pazienza e costanza poiché solo con l’attenzione che si dedica al proprio corpo e al proprio ciclo potremo entrare in profondo contatto con noi stesse e con i nostri ritmi permettendoci di acquisire quella fluidità e accettazione della trasformazione che rendono la vita serena e armoniosa.

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Alessandra Martelli
Alessandra Martelli

Mamma (tre figli), ricercatore ed eterna studentessa ho fatto della crescita personale un obiettivo di vita. Ho una formazione biologica ed umanistica che mi permette un approccio trasversale nelle mille occasioni/esperienze che la vita mi/ci propone. Ho grande fiducia nel potenziale umano e, come Counselor relazionale, punto ad un risveglio esponenziale (empowerment), sia mio che altrui, così da accogliere sempre più l’inquietudine/disagio che a volte mi/ci inonda ed imparare a non vergognarsi camminando a testa alta orgogliosi della propria specificità

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