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un percorso di introspezione insieme al counselor

Vacanze. E il pensiero immediatamente va verso luoghi di mare, montagna, valigie, creme solari, tramonti incantevoli e relax.

Il pensiero si muove verso qualcosa, raramente  va dentro noi.

Vacanze etimologicamente parlando deriva da vacante  , esser vuoto, libero. Ed in effetti lo siamo: liberi da impegni di lavoro, studio,  con giorni vuoti. E nella maggior parte delle volte tendiamo a riempire questi giorni vuoti con altri impegni : uscite serali, pomeriggi in piscina , cene, aperitivi etc etc.

Viaggi anche, che sono sempre fonte di arricchimento di relazioni ed esperienze .

Se provassimo a lasciare vuoti questi giorni? Se li vivessimo liberi ? Credo sarebbero un fonte di crescita altrettanto fertile . Sarebbero un modo per rivolgere lo sguardo dentro di noi. Rallentare i ritmi, non segnare il tempo con un orologio, seguire la luce del giorno e riappropriarci di noi, ascoltarci.

Uno strumento che ci può venire in aiuto nel dilatare questo tempo vuoto è ad esempio: camminare (fare passi). Ed è uno strumento molto utile nella pratica del counseling, accompagnare il cliente durante una passeggiata, uscire dal perimetro di una stanza spesso rende più fluida la conversazione, mette  il cliente più a suo agio.

Camminare è fare un passo dopo l’altro, su una via che ha un punto di partenza ed uno di arrivo, ma se questi passi li facciamo anche dentro di noi, lasciando fluire i pensieri scopriamo altri sentieri, emergono ostacoli e arrivano soluzioni, lentamente ma arrivano. Anche la destinazione potrebbe essere differente da quella programmata, i nodi che trattengono le nostre emozioni si potrebbero sciogliere, il fiato mancare.

Il paesaggio che ci circonda mentre camminiamo dentro di noi può non essere piacevole, potremmo vedere scorci volutamente dimenticati, inciampare in “sassi” che il nostro inconscio ha messo sulla strada, cadere e graffiarci con i rami delle preoccupazioni quotidiane. Mentre percorriamo un sentiero, facciamo passi, ecco che un ricordo arriva e ci fa cambiare strada, un’emozione, un’esperienza del passato ci sprona a proseguire.

Ho trovato questa frase che a mio parere rende molto bene l’idea di come affrontare il percorso per ascoltarci dentro e lasciar fluire ogni sentire:

Non giudicare mai un sentimento come “negativo” semplicemente sentilo.

Lascia che la sua energia si muova nel tuo corpo.

Respira nella scomodità, ossigena la tristezza, satura la rabbia con la presenza, inzuppa la paura con la curiosità tenera.

Non troverai “negatività”; solo una preziosa parte di te che cerca accettazione.

                                                                         Jeff Foster

L’essenziale è accettare ogni emozione, non giudicare e farsi un enorme regalo che è quello dell’ascolto, esattamente come avviene nelle sedute di Counseling.

Buone giornate “vacanti”

 

Maria Cristina Preti

Counselor della Riprogrammazione Esistenziale Mi rivolgo all’ambito personale, professionale, di gruppo e familiare laddove vi sia un disagio, un malessere o la necessità di fare chiarezza per intraprendere la via più felice per “essere fedeli al proprio compito e far arrivare al cielo la nostra statura”.

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Maria Cristina Preti

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