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gravidanza prenatale counselor

Il Counseling perinatale si rivolge a chi sta vivendo il periodo della gravidanza, a partire dal concepimento del bambino e fino alla sua nascita e oltre.

Nel percorso di Counseling perinatale il compito del Counselor è quello di facilitare la presa di coscienza di ciò che è successo e succederà. Il percorso è rivolto a entrambi i genitori , se lo desiderano, o alla sola madre che in questo periodo, grazie agli ormoni che sviluppa si trova a vivere un periodo particolarmente ricco a livello emozionale, e di estrema sensibilità. Essere donna: Le stagioni e i volti della dea.

Da una parte la gestazione evoca una grande potenza: Dare la vita, cosa ci può essere di più potente?, ma anche una estrema fragilità proprio legata e dipendente dall’aumentata emotività della madre.

Se riflettiamo, la parola concepimento ci riporta a qualcosa di concettuale, come se si rimanesse nel mentale, quasi fosse un progetto, un disegno da realizzare. Essenzialmente due sono gli aspetti che ritengo prioritari nel percorso di Counseling perinatale:

  • Acquisire consapevolezza rispetto a quanto sarà importante già in questa periodo di pre-natalità, imparare a riconoscere il nascituro come un individuo a sé stante.
  • Creare una relazione tra Mamma – Papà e bambino prenatale, naturalmente ciò è valido anche  in caso di famiglia mono genitoriale, e porre l’attenzione sulla relazione tra il/i genitore/i e il bambino in questo stadio antecedente la sua nascita.

Il periodo perinatale  è un periodo in cui comunque inizia la storia di questo bambino, in cui soprattutto inizia la relazione tra questo piccolo essere in crescita e in trasformazione e chi lo porta in grembo. Ma non solo. E’ ormai riconosciuto che a partire dalle 12-16 settimane il feto è in grado di sentire non solo i suoni all’interno del suo mondo intrauterino, ma anche i rumori esterni e in particolare le voci dei genitori, riuscendone a cogliere anche i toni più o meno dolci o aspri; e li riconoscerà dopo la nascita.

Il Counselor perinatale, rappresenta così una figura che oltre ad affiancarsi  ad altre figure professionali (ostetrica, medico, psicologo), si pone in un’ottica di ascolto e narrazione, con un particolare riguardo a  rimanere strettamente nel suo ambito; il Counselor può aiutare la mamma o la coppia anche a trasformare il periodo perinatale in una storia che possa essere raccontata, una storia che abbia origine non dal momento in cui il bambino vede la luce, ma già nei mesi precedenti, e questa storia potrà poi essere raccontata e condivisa col bambino cresciuto, magari nel periodo adolescenziale che sempre si pone come più conflittuale coi genitori.

In alcuni percorsi viene suggerito anche di creare una specie di scatola magica, in cui riporre biglietti, pensieri, oggetti che durante la gravidanza abbiamo desiderato serbare per il nascituro. Interessante la lettura di “Il romanzo della famiglia” di Silvia Vegetti.

La famiglia può essere considerata, nel suo divenire quotidiano, nelle sue scelte spesso prevedibili, come un romanzo  in quanto essa diventa il contesto sul quale metti in scena eventi: la nascita, l’amore, la rivalità, la morte. (Veggetti, Finzi, 1992)

La relazione del bambino si estenderà dopo  la sua nascita anche con il mondo esterno alla famiglia, ed è il nome che lo individuerà e lo distinguerà.  E’ solo dopo che si viene chiamati per nome che si inizia ad esistere per la comunità di appartenenza.

La scelta del nome è la prima responsabilità che un genitore si prende nei confronti del figlio. Viene imposto un nome al nascituro senza che questo possa essere interpellato. Ritengo che anche sostenere il genitore nel fare questa scelta, fargli acquisire la consapevolezza di ciò che porta con sè questo atto, possa rientrare nel supporto fornito dal Counselor perinatale.

La scelta è indirizzata a valorizzare la nuova presenza nel gruppo e a fornire elementi di riconoscimento, primo tra i quali il sesso, ad esprimere aspettative per il futuro e a rinsaldare legami affettivi o di devozione verso antenati e verso ricordi particolarmente significativi.  (P.Farello – F. Bianchi “Laboratorio dell’Autobiografia”)

Infine, non perché sia l’ultima cosa ma comunque un aspetto molto  importante da parte del Counselor è quello di dare supporto alla famiglia in attesa per esercitare un non controllo sugli accadimenti, per accettare la flessibilità derivanti da fatti che ci sfuggono e che non possiamo influenzare, e sostenere anche gli aspetti più spiacevoli o difficili che possono presentarsi in questo periodo, che purtroppo possono sempre presentarsi.

 

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Diplomata in Gestalt Art Counseling presso la Scuola Gestalt di Torino.

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Diplomata in Gestalt Art Counseling presso la Scuola Gestalt di Torino.

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