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viaggio dell'eroe il guerriero amazzone

Il Guerriero è il terzo archetipo che incontriamo nel percorso del Viaggio dell’Eroe ed è un’energia che riveste un ruolo molto importante nella crescita personale.

Tale figura fa salire subito alla mente volti di personaggi appartenenti ormai all’inconscio collettivo come Massimo Decimo Meridio ne “Il Gladiatore” o Leonida in “300”, o ancora al più comune e mitologico semidio Ercole, ma in realtà l’approccio a tale archetipo ha poco a che fare con guerre, battaglie, sangue e combattimenti corpo a corpo.
Stiamo per conoscere quell’energia che attiviamo quando affrontiamo situazioni in cui è necessario imparare a difenderci o quando arriva il momento di cambiare le cose che non ci piacciono nella nostra vita e, in senso espanso, nel mondo che ci circonda.
Pur trattandosi di un archetipo dalle caratteristiche inequivocabilmente maschili, la sua forza si manifesta sia negli uomini che nelle donne e porta quindi entrambi i sessi a fare i conti con la sua presenza, che può risultare amata e temuta allo stesso tempo.

Considerando un percorso di sviluppo normale, l’energia guerriera inizia a manifestarsi in età adolescenziale, quel particolare periodo della vita in cui sentiamo il bisogno di essere più indipendenti dai genitori e quindi cerchiamo di mettere alla prova questo bisogno affrontando situazioni di sfida o andando a cercare situazioni pericolose.
Crescendo lo esprimiamo usando proprio la lotta e la forza, alimentate dal desiderio di farci strada e vincere quando ci sentiamo sfidati, ma si attiva anche quando qualcuno può aver bisogno del nostro aiuto o ancora quando assistiamo ad offese ed atti di bullismo di un prepotente.
Il guerriero in noi si attiva proprio per offrire protezione e incoraggiamento, due caratteristiche bellissime del maschile: ci spinge a premurarci per i nostri cari e a difenderli, ma anche a pensare alle persone più deboli, per questo motivo tale archetipo è spesso fatto combaciare con la figura dell’Eroe che combatte contro un antagonista per salvare chi ama o la propria patria.
Seppur non sempre è detto che il guerriero sia effettivamente un eroe e scopriremo più avanti perché.

Le caratteristiche dell’archetipo del Guerriero stimolano in noi qualità necessarie alla sopravvivenza, come il coraggio, la caparbietà, la determinazione, la lealtà, la disciplina e l’ostinazione, elementi che possono spingerci anche a voler cambiare ciò che non ci piace nel mondo.

Bisogna solo fare attenzione che l’archetipo abbia ben integrate e calibrate queste qualità, altrimenti può trasformare la vita in un mero e continuo esercizio di competitività esasperata e lotta perenne, facendoci compiere continuamente azioni per dover dimostrare la nostra superiorità.

Questa energia “guerriera” oltre ad essere fondamentale per imparare a districarsi nei meandri della propria esistenza (e generalmente nella vita quotidiana) è utile soprattutto per imparare ad affermare la propria volontà, per costruire la propria autostima e perseguire un ideale.
Sotto questo aspetto, nel Guerriero viene sottolineata oltre al coraggio e all’energia fisica, l’importantissima qualità della forza interiore, che si esprime in un combattimento dignitoso e leale, che non gli fa considerare l’avversario un nemico, anzi gli si rivolge con rispetto e lo tratta come vorrebbe essere trattato, non imponendo la sua forza fisica (e psichica) sull’altro per dominarlo.
Questa è la vera forza a cui attingere e che si ottiene quando si è riusciti ad integrare il coraggio con la paura, l’impulso con la ragione, la volontà con la flessibilità, ovvero si è raggiunto l’equilibrio tra gli opposti che rappresentano la parte conscia ed inconscia della nostra psiche.
Il guerriero equilibrato quindi è colui che combatte con forza d’animo per sostenere un ideale e non per dominare e far prevalere il suo potere: quando questo accade vuol dire che si è attivato il guerriero ombra, che ha poco dell’eroe come dicevamo all’inizio, in quanto il guerriero evoluto non arriva mai alla violenza per combattere, poiché sa difendersi usando l’astuzia e la comunicazione consapevole.
Infatti, quando il guerriero è evoluto, applica sempre una o più strategie se deve affrontare una battaglia, come suggerisce Carlos Castaneda ne “La Via del Guerriero”: sa che deve usare la segretezza, che non deve esporsi inutilmente e non deve cedere alla vanità per mostrare la sua potenza.
Inoltre sa ritirarsi quando sa di dover affrontare un nemico più forte di lui e, poiché tra i suoi doni ci sono la disciplina e l’abilità, si allena in maniera costante per poter essere preparato ad affrontarlo adeguatamente.

A livello di collettività il guerriero viene rappresentato dal soldato o militare, il cui compito è difendere i confini degli stati e delle nazioni da eventuali invasioni. Risulta evidente che si tratta di energia maschile protettiva per antonomasia, pertanto anche a livello interiore, con l’archetipo del guerriero attivo, ci si predispone alla difesa dei confini interiori personali, affinché non si cada vittime di vampiri energetici, ipocriti, opportunisti e persone dipendenti.
Quindi è la nostra capacità di dire un bel “No” in quelle situazioni che ci fanno sentire invasi e dove tener fuori dalla nostra vita chi non rispetta i nostri confini personali e non rispetta le regole della nostra casa, del nostro “spazio sacro”.

Può capitare che la vita ci porti a rendere questo archetipo molto attivo in noi, sotto forma di iperattività ed eccessiva rabbia, e quindi può risultare necessario un profondo lavoro interiore per conoscere quei meccanismi che ci inducono alla reiterazione di gesti distruttivi e scelte irrazionali, molto spesso dettati da condizionamenti e conflitti interiori.
Il lavoro del guerriero evoluto è quello di investire tutte le energie nel conoscere i propri limiti e affrontare le proprie debolezze, accogliendo, accettando e comprendendo le possibili sconfitte esteriori ed interiori, assumendosi quindi la responsabilità delle proprie azioni.

A differenza dell’archetipo dell’Orfano, quando è presente il Guerriero smettiamo di dare le colpe agli altri per i nostri insuccessi, non ci sentiamo più vittime e non ci lamentiamo con l’avversa sorte, cogliamo piuttosto l’occasione di rendere ogni evento della nostra vita, anche il più doloroso, un motivo di apprendimento affinché possiamo diventare più consapevoli.
“Il guerriero della luce contempla le due colonne che fiancheggiano la porta che intende aprire. Una si chiama “Paura”, l’altra “Desiderio”. ” Paolo Cohelo – Il Guerriero della Luce
Il Guerriero sa infatti che tutto ciò è una porta che si apre sul cammino per conoscere il mondo e se stessi in profondità, andando alla Ricerca del vero proprio Sè.

Lato Ombra del Guerriero: Quando si combatte solo per mantenere il proprio potere ed esercitarlo sugli altri, significa che nell’individuo si è attivato il lato ombra del Guerriero.

“L’Universo non giudica: cospira a favore di ciò che desideriamo. Perciò il guerriero ha il coraggio di guardare le ombre della propria anima e si domanda se non stia chiedendo qualcosa di sbagliato per se stesso.
E presta sempre grande attenzione a ciò che pensa.”
Paolo Cohelo – il Guerriero della Luce

Chi ha attivo il lato ombra di questo archetipo vede sé stesso distinto da tutto il resto del mondo e cerca di manipolare gli altri per difendere il proprio vantaggio personale e il proprio potere.
Un esempio di guerriero ombra è il bullo che approfitta delle persone più deboli e tende a prevaricare gli altri, pretendendo rispetto attraverso la violenza fisica e verbale.
Altre caratteristiche con cui si può manifestare l’ombra nell’individuo sono alcune tendenze ossessive, la crudeltà e il sostenere l’idea che il “diverso” sia una potenziale minaccia per se stesso, così si attiva per manipolare anche gli altri, convincendoli che sia una minaccia per tutti.
In questo senso la storia è piena di guerrieri con il lato ombra attivo, come Gengis Khan, Nerone, Caligola, Hitler e altri ancora: sono riusciti a conquistare e sottomettere le masse, esercitando il loro potere per soggiogare gli altri.
Il lato ombra di questo archetipo infatti viene fuori totalmente esprimendo superbia, volendo a tutti i costi far valere la propria superiorità: l’individuo in questo modo diventa totalmente incurante dei danni che le sue azioni arrecano agli altri.
Ci troviamo in realtà di fronte a persone molto fragili e ferite, che molto spesso hanno avuto un’adolescenza difficile che li ha resi insicuri e con scarsa autostima, sviluppando così questi atteggiamenti proprio per nascondere la propria inadeguatezza rifacendosi sui più deboli.
Il guerriero teme la debolezza, l’inefficienza, la paura, ma soprattutto teme le emozioni.
Per questo cerca di acquisire la capacità di “distacco emotivo” (che come abbiamo visto è uno dei tratti caratteristici del Guerriero evoluto) il quale deve essere usato solo quando si deve affrontare un “combattimento” per affermare i propri diritti o una difficoltà.
Ma quando il distacco diventa esasperato e costante può sfociare in anaffettività e odio per la debolezza altrui, trasformandosi in sadismo, che come ben sappiamo porta a compiere atti di inammissibile crudeltà.

L’Amazzone, equivalente femminile del Guerriero, è l’immagine archetipica in cui spesso è identificata la Guerriera-Amazzone. Dalla Storia alla letteratura, iconograficamente è una donna spesso di sangue reale, che combatte per i propri ideali essendo dotata di qualità comunemente attribuite al genere maschile.

Se questo archetipo è espressione dell’energia maschile presente in ogni individuo, come abbiamo già premesso, senza dubbio anche le donne possono averlo particolarmente attivo.
Abbiamo diverse testimonianze di donne guerriere, partendo dalle storiche Amazzoni, alla sovrana Artemisia di Alicarnasso, dalla più conosciuta Giovanna D’Arco fino alla recente e forse meno conosciuta Asia Ramazan, giovane combattente curda che ha cercato di fermare l’avanzata dell’Isis nei territori del Kurdistan siriano.

A prescindere dalle combattenti nate, nel corso del tempo questo archetipo è diventato sempre più attivo nel mondo femminile, in quanto la donna, dopo millenni di prevaricazioni da parte del potere maschile, sta diventando sempre più consapevole del suo valore e del suo ruolo fondamentale proprio in quanto donna, nell’affermazione di sé che va al di là dello sterile antagonismo per bisogno di rivalsa sul mondo maschile.
L’archetipo del guerriero infatti si attiva spesso in una donna nel momento in cui questa lotta per avere parità dei diritti con l’uomo.
Se in una donna tale energia è molto forte, ella sarà incline ad affrontare la vita con coraggio ed impulsività, tendendo a non uniformarsi agli stereotipi secondo i quali le donne in genere debbano essere innanzitutto passive, sottomesse e rinunciatarie.
Una donna con l’archetipo Amazzone evoluto e ben integrato è in grado di riconoscere quando è necessario attivare tale l’energia e quando invece è il caso metterla a tacere, cioè sente quando è il caso di osare servendosi di questa parte maschile, anche a costo di entrare nel conflitto e doversi scontrare.

Lato Ombra dell’Amazzone: Si è potuto riscontrare che nelle donne ci sono due modi in cui questa energia si può manifestare come lato Ombra.

Il primo è quello in cui la donna non è consapevole di questa essenza guerriera o, più esattamente, inconsciamente non vuole averci a che fare.
In questo caso, poiché gli archetipi che restano inconsci diventano vere e proprie mine vaganti, sarà proprio il suo inconscio a spingerla in situazioni limite in cui dovrà per forza incontrare questa energia sotterranea, purchè possa scoprire quel potenziale e quelle emozioni forti con cui non vuole confrontarsi.
Proprio grazie al vivere queste forti emozioni, in cui penserà di essersi imbattuta “casualmente”, si evolverà ed emanciperà, uscendo dall’identificazione con gli stereotipi che la società le ha fatto accettare.

Il secondo caso è quello in cui la donna si è invece completamente dimenticata del principio femminile che la permea, mettendo da parte quegli aspetti naturali che lo caratterizzano, come il sentire e manifestare l’amore e l’accoglienza. In questo caso sarà necessario ridimensionare l’energia del guerriero, tornando in contatto con se stessa e con l’essenza delle sue radici.

Molto importante riconoscere in sé il potere che scaturisce da questo archetipo, perchè permette all’individuo di evolversi imparando a veicolare e dirigere la propria forza di volontà, diventando consapevole di non avere nemici da combattere, ma solo limiti da superare per affermare i suoi ideali più profondi.

In questo modo un vero guerriero, uomo o donna che sia, non rinuncia mai a ciò che gli fa battere il cuore e non si da mai per vinto.

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Sono Rosy Siani, da qualche anno counselor media-comunicativo. Posseggo una laurea in Lingue ed attualmente sono insegnante d’infanzia. Ho messo a punto una metodologia per condurre consulenza, sia personale che di gruppo, con l’intento di aiutare più persone possibile e facilitare il percorso di consapevolezza-trasformazione interiore, utilizzando la creatività.

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