scegliere senza rinuncia

Scegliere è impegnativo, mette in moto meccanismi vecchi come il mondo , che ci appartengono da sempre, da quando l’uomo doveva – senza sapere che lo stava facendo – scernere se cacciare la preda per sopravvivere o scappare per difendersi.

Alzi la mano chi di noi non ha anche solo accennato una lista di buoni propostiti per il nuovo anno.
Uno, due, dieci…ok sono in buona compagnia. Grazie
E’ sempre così anche quando non vogliamo scatta inevitabilmente la frase “ Giuro che con il nuovo anno …” e via un elenco di propositi e punti che sappiamo benissimo ci dimenticheremo il mese successivo.
Il mio personale obiettivo o almeno il primo punto dell’elenco è : scegliere.
O meglio imparare a scegliere.

C’è una frase che ho imparato : “scegliere non è rinunciare”.
L’ho sentita durante il percorso di studi per diventare Counselor e l’ho fatta mia.
Personalmente ho sempre vissuto la scelta come la rinuncia a qualcosa e non come la selezione di un’opzione rispetto ad un’altra, di un’azione rispetto alle altre possibili.
Imparare a scegliere è un lavoro, un processo non proprio immediato, ci si scontra con ostacoli di diversa natura: ansia, stress, paura, panico, insicurezza, tutte emozioni che ci offuscano la mente.
E se scelgo questo e sbaglio? E se faccio così e poi succede un disastro?
Subentra la parte emozionale, il ricordo di un effetto negativo per una scelta precedente che ci blocca nel procedere; subentrano strategie e statistiche.
E mette in moto dinamiche tutte umane : le relazioni interpersonali, quando scegliamo spesso ci facciamo scrupoli se non addirittura sensi di colpa verso chi abbiamo intorno. Arrivando a interrogarmi più per gli altri che per noi stessi, per il quieto vivere, perché così stiamo tutti sereni e contenti.
Ecco che allora è importante imparare a scegliere facendoci delle domande chiave ad esempio , sto decidendo per il mio benessere? Quanto mi fa stare bene pensare che sceglierò quella cosa? Se mi immagino nella realtà che sto scegliendo come mi sento?
Ad esempio di fronte alla scelta di un lavoro piuttosto di un altro, un cambio di professione, sede, posizione, la scelta di un percorso di studi, intraprendere una relazione d’amore seria o lasciarla nella fase di amicizia affettuosa , anche banalmente – ma non troppo – la scelta di una casa anziché un’altra, quanto pesa sul piatto della bilancia il nostro benessere ?
E non parlo di quello economico, è qualcosa di più profondo che richiede la consapevolezza del nostro essere e in funzione di quella agire, scegliere, decidere.
Essere consapevole etimologicamente significa : “essere cosciente o informato di un fatto o di una situazione […] . Connivente, complice.”
Siamo coscienti di noi? Delle nostre necessità, dei nostri limiti? Sappiamo riconoscere quello che ci fa stare bene? Che cosa risveglia la nostra essenza? Che cosa ci entusiasma? Ci accende?
Tutto questo non significa essere egoisti , pensar SOLO a noi stessi, al contrario significa lavorare affinché la piena consapevolezza di noi, il nostro conoscerci dentro ci consenta di creare intorno a noi un contesto sereno, ci consenta di leggere nell’altro le nostre stesse difficoltà di fronte ad una scelta e supportarlo, capirlo, comprendere il suo disagio e le motivazioni della scelta che farà.

Ecco per tornare al primo punto del mio elenco mi sono trovata in questi giorni a dover scegliere che direzione dare ai prossimi mesi, ho di fronte a me su un’ipotetica scrivania alcuni fogli con le differenti opzioni. Ed ho scelto una via magari non di immediato successo o riscontro, un percorso accidentato, che richiederà impegno, costanza e coraggio ma che risponde alla mia esigenza di sentirmi attiva, entusiasta, coinvolta.

Scegliere dunque è impegnativo, coraggioso, rischioso ma non è rinunciare. E’ vita.

 

Maria Cristina Preti
Orgogliosamente bergamasca e felicemente residente a Roma. Poche parole per contenere i miei mondi : le mie origini, le differenti professioni svolte ed i conseguenti traslochi fisici e mentali che mi hanno visto protagonista. Viaggi della vita e nella vita che mi hanno consentito di conoscere ogni volta un lato di me, di crescere e formarmi nel confronto con altre persone, città, realtà. Ho una formazione ed un passato professionale in ambito informatico, da programmatrice a consulente, successivamente Assistente di Direzione presso una multinazionale, passando per il mondo delle Risorse Umane, dopo una tempesta nella vita personale approdo al mondo del Counseling . Frequento un corso di formazione triennale e mi diplomo Counselor della Riprogrammazione Esistenziale secondo il modello dell’ Antropologia Evoluzionistica . Questo percorso mi apre gli occhi e citando la frase di presentazione mi consente di “alzarmi” ed acquisire strumenti indispensabili per mettermi in ascolto dell’altro: l’empatia, la costruzione dell’accoglienza, la presenza non solo fisica per l’altro , nonché le metodologie di problem solving per affrontare i disagi che inevitabilmente la vita ci offre.
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Maria Cristina Preti
Orgogliosamente bergamasca e felicemente residente a Roma. Poche parole per contenere i miei mondi : le mie origini, le differenti professioni svolte ed i conseguenti traslochi fisici e mentali che mi hanno visto protagonista. Viaggi della vita e nella vita che mi hanno consentito di conoscere ogni volta un lato di me, di crescere e formarmi nel confronto con altre persone, città, realtà. Ho una formazione ed un passato professionale in ambito informatico, da programmatrice a consulente, successivamente Assistente di Direzione presso una multinazionale, passando per il mondo delle Risorse Umane, dopo una tempesta nella vita personale approdo al mondo del Counseling . Frequento un corso di formazione triennale e mi diplomo Counselor della Riprogrammazione Esistenziale secondo il modello dell’ Antropologia Evoluzionistica . Questo percorso mi apre gli occhi e citando la frase di presentazione mi consente di “alzarmi” ed acquisire strumenti indispensabili per mettermi in ascolto dell’altro: l’empatia, la costruzione dell’accoglienza, la presenza non solo fisica per l’altro , nonché le metodologie di problem solving per affrontare i disagi che inevitabilmente la vita ci offre.
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2 Comments

  • Avatar Anna Mortarino ha detto:

    Saggissime parole che non solo mi trovo a condividere ma che è da un po’ che ho fatto mie. Scelta per me ora è azione, camminare, andare avanti, non rinunciare. E’ stato un percorso non facile, dove ho dovuto essenzialmente accettare da parte mia che non era (ed è) un mio egoismo crescente, quanto un modo per senire cosa era meglio per me, cosa è buono per me. E se sono più serena io, di certo questo non può che giovare anche a chi mi sta intorno

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