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uomini in cammino e la riscoperta dei valori del femminile

Uomini in cammino vuole dare il senso di un lento, voluto, semplice e naturale movimento. L’obiettivo o la meta è la scoperta di qualcosa che già esiste ma è nascosta nelle pieghe delle nostre ombre; è una delle esperienze nel viaggio verso Itaca.

Nella narrazione di questo viaggio degli uomini in cammino, partirei dall’osservare il comportamento di uomini e donne, il loro modo di affrontare o vivere una situazione, i propri valori, una vulnerabilità o un qualunque accadimento della vita in maniera divergente, analoga o talvolta opposta.

Sovente ci capita di raccontare un fatto e poi cambiare gli attori in base al sesso; notiamo che l’interpretazione, le opinioni  e il coinvolgimento emozionale cambia radicalmente. Proviamo ad immaginare un uomo che cammina alle tre di notte in un viale poco illuminato e dietro sente il rumore di passi, di una donna per la precisione… cosa proverà quest’uomo? Ora invertiamo la situazione e il genere dei protagonisti. Non mi dilungo, la conclusione dovrebbe essere chiara.

Facciamo un piccolo balzo indietro. L’uomo ha una visione della vita dai suoi occhi verso l’esterno, tenendo ben presente sé stesso e l’io. La sua percezione del mondo è identitaria ed ego-centrica. Ha una connotazione sociale e culturale, riconosce i valori maschili  come propri. Ha un maschile o yang che ritiene distintivo ed ha comportamenti accettabili ed accettati nella collettività.

Seguendo un selciato secolare, l’uomo utilizza con disinvoltura la forza fisica, ha moti emotivi accettati come la rabbia, ha valori “innati” come la protezione dei cari e la difesa dei confini; ha molta attitudine con la razionalizzazione e la sintesi. In alcuni contesti sociali ha dei vantaggi molto cospicui solo per il fatto di essere maschio, difficilmente avvertirà o ammetterà sensazioni di paura, inferiorità e colpa a differenza dell’altro sesso.

Fermiamoci un momento e non basiamoci su ciò che esiste, bensì su ciò che pare manchi o almeno “crediamo” non ci appartenga. Per poter scorgere una differenza serve una maschera di contrasto, ovvero metterci in una condizione di specchio con il diverso da sé.

Ampliamo un attimo lo sguardo. Spostiamoci per un momento sulla donna: ha un’attitudine alla relazione tra individui ( sé e l’altro) e vive di legami, riconoscendo ciò che è “altro da me”; immaginiamo il rapporto che ha con la prole. Riesce ad perdere il sonno, i propri spazi, dedicandosi totalmente ad un altro essere; mi piace dire a tal riguardo “se la gestazione e la procreazione del genere umano fossero stati affidati agli uomini, ci saremmo  estinti già da tempo!”.

I valori femminili sono: l’accoglimento, l’accudimento, la collaborazione, attitudine all’ascolto, l’attenzione alle relazioni, ai cicli e alla natura, la concretezza. Questi aspetti sono tratti femminili o yin e volti al sentire piuttosto che ‘al fare‘.

Quando dico questo non sto parlando di natura e ruoli, ma di una serie di valori quasi prescienti che nella donna vivono luminosi e vigorosi. Potrebbe essere una novità (per alcuni), essi esistono anche nell’uomo. Quella serie di valori che attribuiamo (senza pensare) solo ad un genere, – uomo o donna-, in realtà vivono nelle flessure di ognuno di noi. Questa condizione di messa-a-fuoco e apertura è la bussola degli uomini in cammino.

Sarebbe opportuno unire questi aspetti, lo yin e lo yang dentro di noi e  provare a  vedere, accrescere e potenziare in noi la diversità archetipica; ri-conoscere e aumentare le strade percorribili grazie alla complementarietà per arrivare ad un sostanziale equilibrio interiore.

Questo cammino si muove in direzione dei valori che denotano gli emisferi dei generi, creando e costruendo una buona alchimia, sicuramente unica e individuale, per sviluppare al meglio attitudini e talenti, per adattarsi ai vari contesti che ci circondano e esprimersi con autenticità e creatività in un circuito virtuoso che generi appagamento e realizzazione dei propri bisogni e desideri.

Sarebbe bello e non utopico, se potessimo parlare solo di anime e carattere e spogliarci di alcuni rivestimenti sociali che ci inducono alla differenza, anziché alla complementarità e all’unità

Perché questo momento narrativo è dedicato agli uomini? E quali sono i benefici?

Perché nella società e nei luoghi di aggregazione difficilmente è dato spazio all’introversione maschile. L’aggregazione è a suffragio dello sport, della chiacchiera o semplicemente del gruppo. Un momento non individuale tra uomini per parlare semplicemente di relazioni e di emozioni sarebbe una preziosa opportunità, per scorgere e vedere il mondo con lenti diverse o  prospettive diverse.

Sono certo che istanti di aggregazione e incontro generino benefici enormi. Al contrario, è come se ci ponessimo nella condizione di non affrontare mai le nostre diversità, le nostre attitudini, i nostri valori come se fosse roba da cui rimanere lontani. Per gli uomini in cammino è profittevole e vantaggioso accogliere e integrare i valori del femminile e portarli nel mondo con delicatezza e cura; insieme a quelli maschili che già riconosciamo e che ci appartengono. Questo diverrà risorsa nelle relazioni, nella coppia, nella famiglia, nei rapporti sociali con più empatia e profondità da vivere con se stessi e gli altri. La meta del viaggio è il viaggio stesso e l’esperienza guadagnata sarà linfa per nuovi percorsi. La vita è esperienza ed essa è la vera maestra:

L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l’esame, poi ti spiega la lezione. (Oscar Wilde)

Buoni passi, buon cammino a tutti gli uomini di buona volontà.

 

 

 

 

 

 

 

 

Luca Battaglia
Luca Battaglia

Counselor Relazionale e Mediatore abilitato. Con passione rivolto a coloro che vivono momenti di disagio. Facilitatore della comunicazione per riscoprire e potenziare risorse proprie per l’accrescimento personale. Fondatore e presidente della APS Cambiamenti operante nella divulgazione sulla differenza di genere, con particolare attenzione al maschile nelle relazioni.

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Luca Battaglia
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Counselor Relazionale e Mediatore abilitato. Con passione rivolto a coloro che vivono momenti di disagio. Facilitatore della comunicazione per riscoprire e potenziare risorse proprie per l’accrescimento personale. Fondatore e presidente della APS Cambiamenti operante nella divulgazione sulla differenza di genere, con particolare attenzione al maschile nelle relazioni.

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